EnvironmentIndustry

Una “nuova economia tessile” contro il Global Warming

By 19 Ottobre 2020No Comments
Una “nuova economia tessile” contro il Global Warming

Se per ridurre l’innalzamento della temperatura del nostro Pianeta bastasse realizzare tessuti e abbigliamento in modo più sostenibile? L’industria tessile è una tra i maggiori responsabili del “riscaldamento globale”, a cui contribuisce con processi di produzione che consumano grandi quantità di energia e materie prime, immettendo in natura scarti e rifiuti sempre più difficili da smaltire.

Secondo un’analisi della Ellen MacArthur Foundation, le emissioni di gas a effetto serra che attualmente derivano dalla produzione tessile sono pari a 1,2 miliardi di tonnellate l’anno ed entro il 2050 si stima che potrebbero arrivare a rappresentare oltre un quarto delle emissioni globali di CO2. Un risultato catastrofico se si pensa che nel mondo la vendita di indumenti è in continua crescita, trainata soprattutto da mercati emergenti come l’Asia e l’Africa, e che nei prossimi 30 anni potrebbe arrivare a toccare una produzione di 160 milioni di tonnellate di capi, ovvero oltre il triplo di quella odierna. Quale potrebbe essere, quindi, in questo settore la strada da percorrere per salvaguardare l’ambiente e la salute di chi ci abita?

Rivoluzionare il sistema di produzione e consumo

In questi ultimi due anni le dimostrazioni in piazza promosse da Greta Thunberg con i suoi Friday for future e dal movimento Extinction Rebellion hanno trascinato in modo sempre più incisivo l’attenzione dell’opinione pubblica sui problemi ambientali causati dal riscaldamento globale. A dare una mano all’ambiente è arrivato però anche il rallentamento forzato dell’economia mondiale causato a inizio 2020 dalla Pandemia di Covid-19. L’industria – anche quella tessile – ha sofferto perdite enormi, ma il Pianeta ha tirato un respiro di sollievo.

Quella che sotto molti aspetti potrebbe sembrare una catastrofe si è dimostrata un’occasione su cui riflettere e un’opportunità per “ripartire” in modo nuovo. Ecco perché oltre a reinventarsi strategie per risollevare il settore moda e andare incontro alle esigenze dei consumatori, è forse arrivato il momento di ripensare in modo drastico a processi e prodotti, non solo con l’obiettivo di offrire al mercato capi più adatti alle necessità dei mesi che verranno, ma soprattutto tessili più sostenibili e rispettosi delle risorse che servono per poterli realizzare.

Una “nuova economia tessile” contro il Global WarmingOggi sono molte le scelte offerte dal Green Textile: l’utilizzo di fonti rinnovabili, il riciclo e riuso di vestiti dismessi, la scelta di materie prime organiche o sintetiche di prima qualità, ma anche l’impiego di iter produttivi tracciati e a basso impatto sociale e ambientale. Ma ciò che serve per rendere ognuna di queste possibilità davvero efficace e facilmente attuabile è forse, prima di tutto, un cambio radicale di mentalità che sposi un nuovo approccio alla produzione e al consumo.

Una moda sostenibile per salvare il Pianeta

Realizzare abiti eco-friendly significa progettarli in modo innovativo, differente dal passato, sperimentando nuove modalità produttive e soluzioni high-tech, soprattutto quando si tratta di lavorare fibre sintetiche, le più inquinanti in natura, ma che spesso vengono preferite dai brand per le alte performance tecniche che garantiscono a particolari capi di abbigliamento. Una scelta di valore è costituita ad esempio dall’impiego di tessili sintetici capaci di degradarsi più facilmente nell’ambiente e in modo completamente atossico per l’uomo, oppure l’uso di fibre riciclate al 100%, prodotte con processi di tintura e finissaggio ad alta sostenibilità e a ridotto consumo energetico. E così via.

Questo però è solo l’inizio. La vera rivoluzione deriva soprattutto dal modo sostenibile in cui si sceglie di vivere la moda, che si tratti di street style o di sport wear. Ogni azione di salvaguardia dell’ambiente diventa più incisiva se si riescono a promuovere nuovi modelli di business, in grado di far percepire al mercato un abito non come un articolo usa e getta, che va ad alimentare il circolo vizioso della cosiddetta Fast Fashion, ma come un bene di alta qualità, fabbricato per essere durevole e per raccontare lo stile di vita di chi lo indossa, senza dover rinunciare alle prestazioni elevate o al comfort per cui viene scelto.

Una “nuova economia tessile” contro il Global WarmingPer rendere il sistema tessile più sostenibile, minimizzando i suoi impatti negativi, è dunque necessario trasformare profondamente l’industria tessile, avviando un cambiamento del suo sistema economico. Una scelta che comporta un impegno sociale ed etico senza precedenti, fondato sulla collaborazione tra brand e produttori, sull’innovazione tecnologica e la condivisione creativa. Un approccio basato su un modello di economia circolare diventerebbe infatti più efficace se sostenuto da azioni di sensibilizzazione mirate a far nascere nuovi trend e nuove mode, stimolando l’accettazione e il coinvolgimento partecipato del consumatore.

La filosofia del Greenperforming parte proprio da qui: dall’unione tra la passione per moda green e la ricerca di performance tessili elevate.

Dalla sostenibilità ambientale delle fibre che servono a produrre ogni indumento, all’impiego responsabile di nuove soluzioni tecnologiche e di processo. Dalla collaborazione di filiera ad una progettualità condivisa tra i diversi attori che animano questo settore.

Qui trovate il nostro Manifesto.